bigben design blog by susanna legrenzi

FIVE GOODS THINKS | Brand 2010

marsotto

1. Marsotto edizioni. Non tutte le art direction fanno la fortuna di un marchio. Quella di James Irvine per Mario e Costanza Marsotto è intelligente, misurata e generosa. Niet “faso tuto mi” ma una squadra di star (e non solo): Jasper Morrison, Konstantin Grcic, Naoto Fukasawa, Thomas Sandell, Maddalena Casadei. Il tratto è garbato; il materiale strepitoso.

Magis–Thomas-Heatherwick

2. Magis. Abbiamo scelto Spun Chair che se non l’avesse disegnata Thomas Heatherwick, l’avrebbe progettata il Cappellaio Matto. In catalogo si legge che il pezzo è adatto anche per esterni. Il che forse ha anche una sua importanza. La cosa che più apprezziamo però non è solo l’audacia tecnologica ma la capacità di creare un prodotto/evento che nel mercato del non-distinguo-più-un-oggetto-dall’altro ci fa (ancora) sperare… In Magis, ovviamente.

venini

3. Venini. Mettiamola così: le Bolle di Tapio Wirkkala sono (forse) insuperabili. Ma era il 1968 e il mondo è andato avanti.  Venini è un brand (una Storia) mai venuto meno in qualità. Con Lighthouse Lamps è tornato a progettare (anche) in termini di innovazione. Established & Sons -  emblema del Design with/out industry – ci ha messo il potere sul piano della comunicazione; Venini il know-how (letteralmente “sapere come”). Il resto è opera dei bretoni Bouroullec. Il risultato è il made in Italy che più ci piace.

molteni-arik-levy

4. Molteni. 600 mila pannelli, 28 mila sedute, 250 mila metri quadrati di tessuti, 600 punti vendita nel mondo: è la potenza di fuoco di Molteni che a ottobre ha inaugurato nello stabilimento a Giussano (in Brianza, e dove sennò?) il nuovo spazio QallaM: 76 anni anni di storia + «Un futuro a inseguire quella che da sempre è la nostra ossessione: la qualità con la Q maiuscola». Il refrain dell’opening appartiene a Bergonzoni: “L’ignoranza è biadesiva, si attacca dappertutto”. Il pezzo che più di altri tiene alta la guardia è Tea Time by Arik Levy. Perché un divano è un divano è un divano… (quando è un DIVANO).

BINIC ionna-vautrin

5. Foscarini. Forse non rappresenta una rivoluzione formale: ma abs + policarbonato permettono formato ultraleggero e packaging  take away, ovvero una rivoluzione a partire dallo scaffale. Progetto-processo-produzione-distribuzione si muovono in funzione del display design. Il prezzo di/sul mercato fa il resto. Binic (dolce assonanza con Bic/penna-accendino-rasoio…) è firmata da Ionna Vautrin, già c/o George J. Sowden e Ronan & Erwan Bouroullec. Finora l’avevamo notata in coppia con Guillaume Delvigne, qui (finalmente) balla da sola. Ottima operazione di scouting.

21.12.2010