bigben design blog by susanna legrenzi

Archive for March, 2011

BERG London

Il design è rock. Su invito del mensile Rolling Stone, Alice Rawsthorn e Paola  Antonelli hanno stilato la loro hot dei talenti del futuro.

Ecco la classifica.

BERG London
Collettivo britannico leader nella ricerca e nello studio dei  cambiamenti nelle relazioni fra persone e oggetti, oltre che nello  sviluppo delle interfacce grafiche per iPad.

Hilary Cottam / Participle
È la pioniera inglese del social design, e ha sviluppato progetti che  oggi sono un punto di riferimento su temi come adolescenza,  integrazione giovanile e relazioni familiari.

Ben Fry + Casey Reas / Processing
Influenti software designer il cui linguaggio di programmazione,  chiamato Processing, è il principale catalizzatore della  visualizzazione dati.

Studio FormaFantasma
Questi due giovani designer italiani creano collezioni di splendidi  oggetti concettuali per esplorare tematiche politiche: identità  culturale, povertà rurale, lo stato dei rifugiati in Italia.

Daisy Ginsberg
Per lei, appena uscita dal Royal College of Arts di Londra, il design  è il miglior amico della biologia sintetica. Così ha messo in piedi  un network di artisti e scienziati nelle università di tutto il mondo.

Jonathan Harris
“Antropologo digitale” con una visione molto critica della  tecnologia, ha cofondato il sito We Feel Fine, una raccolta di  istantanee statistiche, e in tempo reale, su come si sente la gente  in giro per il mondo.

Institute of Play
Ha base a NY e si fonda sull’importanza del gioco (vissuto,  analizzato e progettato). All’interno, anche una scuola per bimbi dai  6 ai 12 anni dove imparano a pensare come designer, inventori,  scrittori.

Liu Zhizhi
È fra i leader della nuova generazione di graphic designer cinesi che utilizzano il proprio lavoro come forma di espressione, mixando la  contemporaneità con la tradizione nazionale.

Christien Meindertsma
Una designer olandese che incarna la tendenza dei giovani creativi a  esplorare la cultura rurale. Nel progetto Pig 05049 ha tracciato la  “destinazione” di ogni singolo componente di un maiale.

Joost Grootens
Nell’era dei navigatori satellitari e di Google Earth, questo  designer olandese, interessato all’interazione fra libri e multimedialità, ha reinventato gli atlanti di carta tradizionali.

Mathieu Lehanneur
Mathieu Lehanneur
Vive a Parigi e si occupa di ecosostenibilità. Si è impegnato perché  il green design avesse più spessore, sostituendo la parola  “ideologia” con: eleganza, ingenuità, plausibilità.

Julia Lohmann
Designer tedesca i cui oggetti concettuali esplorano tematiche  provocatorie come l’ambientalismo, le politiche sugli animali e sui  rifiuiti, così come la ricerca di nuovi materiali per il design.

Metahaven
Un irriverente collettivo olandese che fa della grafica uno strumento  per esplorare ambiti politici e culturali, sviluppando progetti  speculativi come, ad esempio, quello di un’identità per Wikileaks.

Neri Oxman
Ha messo in piedi un catalogo di comportamenti della materia  ricorrenti in natura, analizzati e riprodotti digitalmente, pronti  per essere applicati da architetti e designer a seconda delle necessità.

Hugh Herr
Punta di diamante nello sviluppo della tecnologia protesica mirata  alla riproduzione del movimento corporeo, è il direttore del  Biomechatronics Research Group al MIT Media Lab di Boston.

Sputniko!
Su questo sito anglo-giapponese prendono forma scenari assurdi per  commentare la tecnologia e la società contemporanea da un punto di  vista femminile, con intelligenza e franchezza.

Maya Pedal
Si tratta di una ong del Guatemala che ricicla biciclette dal Nord  America rimettendole in vendita o riutilizzando i loro componenti per  costruire macchinari a pedale di qualsiasi tipo.

Emily Pilloton / Project H
In quanto fondatrice del network americano di volontari Project H,  non avvia solo progetti di design umanitario e sostenibile, ma mette  anche gli altri designer nelle condizioni di farlo a loro volta.

Khatt Foundation
È un’associazione arabo-olandese di creativi e teorici che, oltre a  stimolare il dibattito sul design in corso nel mondo arabo, vogliono  favorire l’uso e la comprensione del design tipografico.

Visual Editions
Questo duo franco-danese (Anna Gerber e Britt Iversen) ha creato una  vera e propria collana di libri, commissionando una serie di romanzi  rilevanti tanto per il design quanto per i testi spassosi.

Ps L’ultimo video dei Berg London è strepitoso: per chi non l’vesse ancora visto ecco il link su Vimeo. Per Formafantasma vedi voce Flatdesign.

31.03.2011

laurence stern

The Life and Opinions of Tristram Shandy, Gentleman by Laurence Sterne for Visual Editions.

… Un classico del XVIII secolo, oh Shandy… L’infanzia del piccolo Tristram: una pagina completamente bianca, un’altra nera, una effetto marmo, etc etc… Ora a rimmetterci mano è il design studio A Practice for Everyday Life. Da sfogliare e rileggere tra le righe (quando è possibile).

31.03.2011

ctrlzak

Io “Katia? Ciao, Susanna: veniamo subito al dunque. In tempi in cui lo storytelling di progetto è quasi prioritario, dimmi: come l’avete trovato?”

Katia: “Chi?”

Io: “Il buddha, l’uomo d’oro che compare sull’immagine che veicola D/Zen”.

Katia: “Ah… Il nonno di Thanos diceva sempre: “Meglio avere tanti amici”. Ecco, l’amico che si era reso disponibile all’ultimo momento si è dato alla macchia”.

Io: “Quindi”.

Katia: “Quindi per fortuna esiste Mimmo Carpuso, il nostro fotografo che si è prestato all’impresa. E poi ci siamo anche noi: io vestita da Geisha, Thanos da Samurai”.

Io: “Dna di progetto”.

Katia: “Una visione: porre piccoli ramoscelli sotto imponenti massi. E’ un’usanza che abbiamo scoperto vicino a un tempio Buddista: un gioco paradossale di equilibrio perfetto”.

Io: “Vissi d’Oriente, vissi da CRTLZ: chimica di coppia?”

Katia: “Casa/studio, tutto negli stessi spazi, 24 ore su 24. La mattina facciamo colazione ai computer, non abbiamo una televisione, siamo invasi dai giochi”.

Io: “Yves Behar disegna Sex-Toy: voi con che cosa giocate?”

Katia: “Mattoncini Lego: ci giochiamo noi, ci giocano i nostri amici”.

Ctrlzak-Seletti

Hybrid-Seletti

Io: “Lego a parte. Grande anno quest’anno, no? Molto felice per voi”.

Katia: “Dici il 2011?”

Io: “No, sai, tipo a scuola: pensavo all’anno design centrico, Milano design week 2010/2011 e a Seletti che mette adotta CeramiX, le ceramiche che avete presentato 12 mesi fa, cambia loro nome in Hybrid e mette in produzione l’intera collezione. Fossi stato un brand di complementi per la tavola avrei fatto la stessa scelta. Piccola curiosità: chi ha cercato chi?”

Katia: “E’ stato un recall: Seletti ci aveva contattato per un altro progetto. Questa volta abbiamo provato noi. In 24 ore ci hanno dato risposta».

Io: “Katia e Thanos che fanno man bassa di porcellane. Indirizzi segreti”.

Katia: “Mercatini antiquariato. Bonola, in primis. Ma anche a vicino a Padova”.

Io: “Geotag, please”.

Katia: “Piazzola sul Brenta”.

ctrlzak

Io: “Altri progetti?”

Katia: “Oggi è una giornata speciale: abbiamo vinto il Dab3”.

Io: “?”.

Katia: “E’ il Premio speciale MiBAC* – Patrimonio culturale”.

Io: “??”

Katia: “E’ un concorso indetto con il sostegno Ministero dei Beni culturali per l’ideazione di nuovi prodotti da inserire nei bookshop museali. Abbiamo progettato un set di piatti – Collezione Monumentale – decorati con le piante di edifici storici italiani”.

Io: “Per esempio?”

Katia: “Il Battistero di Modena”.

Perché Modena lasciamo resti un mistero… Segnaliamo solo che alla Galleria Civica di Modena fino al 6 giugno sono in mostra i progetti dei 38 giovani artisti/designer coinvolti nel progetto: DAB3 Design per Artshop e Bookshop.

ctrlzak

CtrlZak per esteso fa Thanos Zakopoulos + Katia Meneghini. Dal 12 aprile – per la Milano Design Week – li vedremo con Seletti al Superstudio e con un ‘site specific’ installation intitolata ‘Latente’ c/o il risto “LEROSSE”,  corso Garibaldi 79.  Tra gli ultimi avvistamenti segnaliamo la serata c/o Appartamento Lago Venezia con Tavola Periodica, «esperimento di microgranting nato per finanziare progetti culturali attraverso una piattaforma comune basata sul cibo, mutuata dal progetto Sunday Soup». Quando lavorano da soli (e in 2D) nascono progetti come Collider / μη-τόπος / 非地 / Sichtfeld Photoworks il libro di fotografia di Thanos Zakopoulos. Fino al 2 aprile è in mostra alla Hoepli di Milano.

31.03.2011

souto-de-moura

Eduardo Souto de Moura Premio Pritzker 2011.

souto_de_moura

La Casa del Cinema a Porto dedicata a Manuel de Oliveira, ma anche la stazione della Metropolitana, fermata Casa da Música. Le ville private come Casa Luís Valadas Fernandes a Cascais, lo stadio Municipale di Braga. E, tra gli ultimi, Portalegre (Tourism Academy / Robinson Factory Conversion). Eduardo Souto de Moura, 58 anni, barba ruvida, profilo morbido, vince il Prizketr 2011. A noi è sempre piaciuto a) perché ha ancora una misura umana nelle cose b) perchè lavora con luce c) perché è coerente.

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28.03.2011

Design Portfolio a cura di susanna legrenzi

Design Portfolio
c/o Public Camping – Public Design Festival by esterni
lambretto art project – mercoledì 13 aprile 2011 ore 15-19
a cura di Susanna Legrenzi

con Alessandro Albert, Luca Andreoni, Rubens Cantuni, Maria Vittoria Capitanucci, Alba Cappellieri, Paola Carimati, Lorenzo Castellini, Giovanna Cornelio, Ali Filippini, Martina Gamboni, Nicola Gotti, Giancarlo Iliprandi, Paolo Lavezzari, Daniele Lorenzon, Stefano Maffei, Maurizio Maselli, Stefano Mirti, Elisa Ossino, Claudia Pignatale, Michela Pellizzari, Pier Paolo Peruccio, Kuno Prey, Paolo Riolzi, Danilo Rolle, Filippo Romeo, Beniamino Saibene, Federica Sala, Christoph Schnug, Emanuele Zamponi, Vered Zaykovsky & others

Hai un progetto?

Design Portfolio ti offre l’opportunità di confrontarti con trenta professionisti del settore.

Giornalisti, curatori, fotografi e art director saranno a tua disposizione per un colloquio individuale.

La registrazione dei partecipanti avverrà direttamente al desk accoglienza del Public Camping c/o Lap, a partire dalle 14.30.

La partecipazione è gratuita.

Nb. Non dimenticare il portfolio, su carta o sul tuo portatile.

L’indirizzo è Lambretto art Project, via Cletto Arrighi 19, Milano

Design Portfolio è una lecture aperta a studenti di design e giovani professionisti. La squadra di lettori è composta da giornalisti, fotografi, curatori, art director, galleristi che mettono a disposizione la propria esperienza professionale. I colloqui – individuali – offrono la possibilità di confrontarsi non solo sui temi del progetto ma sulla sua capacità narrativa. La partecipazione è gratuita.

Public Design Festival è il primo festival in Italia che parla di design degli spazi pubblici e propone progetti da vivere, usare e sperimentare. E’ il momento in cui la città di Milano si popola di nuove idee per lo spazio pubblico concepite e realizzate sia da esterni, gruppo di professionisti del progetto e organizzatori del Festival, che da importanti designer internazionali con l’obbiettivo di stimolare, in coloro che hanno il potere di intervenire nelle città, una progettazione creativa del vivere urbano. Il Public Design Festival sarà visibile in tutta la città, dal centro alla periferia. Sono 4 le zone interessate, scelte perché simboleggiano 4 aree pubbliche differenti tra loro ma accomunate dalla necessità di essere in qualche modo ridisegnate intorno ai cittadini. In ognuna di queste aree esterni proporrà la sua personale interpretazione di progetto per lo spazio pubblico attraverso la produzione e rappresentazione di idee. Il team di progettazione è infatti oggi impegnato nella realizzazione di strutture temporanee che ospiteranno progetti e servizi. Il Festival vuole sensibilizzare tutti coloro che hanno la necessità di ripensare gli spazi pubblici: dalle amministrazioni, alle aziende che operano nel territorio pubblico, agli studi di progettazione che possono trovare in esterni un partner in grado di studiare spazi, luoghi e persone per trovare idee realmente fruibili. Per esterni il design è disciplina e metodo di lavoro in grado di anticipare, interpretare e risolvere le nuove esigenze del vivere contemporaneo. Progettare gli spazi pubblici e l’estetica delle città come fattore di identità culturale e civiltà. L’evoluzione tecnologica e il progresso impone alle città di ripensare i proprio spazi, si apre quindi una nuova era dove gli operatori del settore pubblico devono trovare la capacità di reinventarsi per fornire soluzioni adatte alle prossime necessità. esterni si muove in questa direzione con servizi di consulenza mettendo a disposizione diverse competenze che possono accompagnare le aziende in questo delicato passaggio storico e culturale.

27.03.2011

William-Kentridge

La mostra. William Kentridge c/o Lia Rumma Milano. Piccola meraviglia da cabinet privato lo scorso sabato sera c/o Palazzo Reale. Kentridge malinconico mistero buffo, di enigmatica bellezza e ironia leggera. Moltiplicato per tre sul grande schermo, in sala con una sorta di megafono giallo ottone e fogli carta da stroppicciare con le mani. La mostra prosegue, altrettanto splendida nella nuova sede della galleria. Per chi ha fretta, un consiglio: saltare la Sala delle Colonne.

Jonathan_olivares

Il libro. A Taxonomy of Office Chairs by Jonathan Olivares for Phaidon. Leggiamo in nota: “130 sedie da ufficio dal 1840 a oggi, ognuna documentata con una fotografia a colori, informazioni su designer e produttore, e un breve testo di presentazione. Tra i vari progetti esaminati si annoverano sedie firmate da numerosi maestri del design quali Marcel Breuer, Charles e Ray Eames, Gio Ponti, Richard Sapper, Jasper Morrison e Konstantin Grcic. I dieci capitoli con disegni tecnici e un corredo di oltre 400 illustrazioni, mettono in luce l’approfondito lavoro di ricerca e la conoscenza specialistica alla base della realizzazione di questo libro. A Taxonomy of Office Chairs è il frutto di un autorevole progetto di ricerca durato quattro anni che sarà molto apprezzato da progettisti, produttori di arredamento, appassionati e studiosi di design, collezionisti di mobili o semplicemente da chiunque voglia acquistare una sedia da ufficio”. Due motivi per sfogliarlo. 1_L’autore: il trentenne Jonathan Olivares (bello vedere come il design(er) guarda il design). 2_Il soggetto: la sedia da ufficio, forse l’ultimo progetto/prodotto che presuppone un rapporto strettissimo tra forma e funzione (o almeno dovrebbe).

chris_burden

Il video. Big Wheel by Chris Burden. Clicca qui.

albini_nilufar

L’oggetto. Gala Armchair by Franco Albini ed Franca Helg, Italy, 1950. First edition. Manufactured by F.lli Bona. E’ nel nuovo catalogo di Nilufar, come sempre iperelegante e ricercato. L’occasione è la mostra Franco Albini – a cura di Nilufar e Galerie Du Passage – dal 4 aprile al 7 maggio c/o Galerie du Passage 20/26 galerie Véro-Dodat, Parigi.

La colonna sonora. Perfect day by Lou Reed. Per ascoltare clicca qui.

26.03.2011

Luca Nichetto

Io. “Ciao Luca. Dimmi un po’: tutte queste scatole… Hai aperto una fabbrica di cartone?”

Luca. “Quest’anno alcuni marchi hanno deciso di non presentare immagine di prodotto fino al Salone. Volendo comunicare il lavoro, ho pensato di presentarlo così, imballato”.

Io: “Siamo indiscreti: tu descrivi, io immagino. Established & Son? ”.

Luca: “E’ una lampada modulare composta da tre semisfere. La riflessione parte dai vecchi lampioni, quelli con la gabbia metallica. Lo scarto in avanti è il materiale: il Foam, hai presente, la scocca delle valigette? Ecco qui è bianca. Quando la lampada è spenta l’effetto è omogeneo; quando è accesa ha dei decori in trasparenza”.

Io: “Leggerissima?”.

Luca: “Esatto”.

Io: “Poi?”

Luca: “Poi c’è Prosciutteria King’s”

Io: “Visto: l’ha pubblicato Monocle! I coltelli, giusto?”

Luca: “Esatto. Esperienza pazzesca. Il lavoro ha preso in considerazione tutta la corporate aziendale. Durante il Salone saremo al Superstudio, sul tetto, con un allestimento di oltre 300 metri quadri. Ci sarà un’esposizione aperta a tutti con la nuova collezione di accessori e un lounge molto veneziano, arredato in collaborazione con Established, Foscarini etc…”.

Io: “King’s produce prosciutti giusto?”

Luca: “San Daniele, Praga, alta qualità…”.

Io: “Al coltello, come a Trieste. Passeggi in via Cavana, passi davanti all’archivio di Joyce e ti fai tagliare un etto di cotto al coltello e magari ci metti pure uno spritz, giusto per non pensare che Milano sia ancora strategica… Terzo progetto in scatola?”.

Luca: «Foscarini: altra lampada. Ricordi le perle di vetro delle contarie veneziane… Ecco il punto di partenza questa volta è un policarbonato con un sorprendente effetto vetroso. La lampada è ovoidale, grande grandissina, riprende il concetto di molatura con un gioco di righe…”.

Luca Nichetto nasce a Venezia nel 1976. Laurea in Disegno Industriale presso lo IUAV, Istituto Universitario di Architettura di Venezia, dal 1999 comincia l’attività professionale disegnando i suoi primi prodotti in vetro di Murano per Salviati. Nel 2006 fonda lo studio Nichetto&Partners. Attualmente collabora con molteplici aziende sia a livello nazionale che internazionale, tra le quali, Bosa, Casamania, Ceramiche Refin, Emmegi, Established & Sons, Foscarini, Fratelli Guzzini, Gallotti & Radice, Italesse, Kristalia, Mabeo Furniture, Moroso, Offecct, Salviati, Skitsch, Skultuna,Tacchini, Venini… Per la Milano Design Week 2011 è in pista con 14 nuovi progetti.

25.03.2011

Stefan Sagmeister

Sagmeister: Another Exhibit about Promotion and Sales c/o Mudac, Losanna, fino al 13.06.

… Ci sono buone ragoni per andare a Losanna (in questa stagione, la prima è il lago; la sedonda è il museo de l’Elysé). Tra le altre altre c’è anche il progetto carte blanche (l’11esimo) affidato dal Mudac a Stefan Sagmeister. Qualcuno (per esempio il museo) lo chiama ancora enfant terrible. A noi piace pensare che sia diventato ormai un “adult celeb” (considerato il numero di emuli) pas trop engagé  (ha rifiutato la campagna elettorale di Obama nel 2008), trés rock (sue le cover for David Byrne, Bryan Eno, Talking Heads, Lou Reed…). Memorabile la sua staffetta junk-food: 81+11, ben prima di Mr Moore.

Stefan Sagmeister

In Cv. Sagmeister exhibit at MAK invitation card (2002).

Stefan Sagmeister

L’autoritratto. Ggg-ddd poster’ 2003.

Stefan Sagmeister

La campagna. Levi’s, the strongest thread’ and ‘levi’s, threads

Stefan Sagmeister

Il libro. Mariko Mori Wave UFO (2003).

Sagmeister exhibit at MAK invitation card, 2002

La comunicazione. Anni Kuan Horse brochure, 2002

25.03.2011

alain gilles

Collage Tables by Alain Gilles for Bonaldo.

… Se fosse un  segno, se fossimo nei Trenta sarebbe una Diagonale di Luigi Veronesi.

veronesi

24.03.2011

nemomonti

Come sopravvivere al Salone del Mobile! c/o Design Circle, 6 aprile, ore 19.

… Conduce Silvia Robertazzi, direttore di Casamica e AtCasa.it che ha lanciato anche un blog di istruzioni per l’uso. Si brinda a Nebbiolo. Si sopravvive sempre!

24.03.2011