
Passport. Design Criminals by Practice + Theory, MAK, Vienna.
100 words. Madamina, il catalogo è questo: in pasta di zucchero. Sul web approfondimenti e altro su un’ipotesi di terza via alla lettura.
28.10.2010

Passport. Design Criminals by Practice + Theory, MAK, Vienna.
100 words. Madamina, il catalogo è questo: in pasta di zucchero. Sul web approfondimenti e altro su un’ipotesi di terza via alla lettura.
28.10.2010

Passport. Carl Malmsten made me do it David Ericsson.
100 words. Mi piace la lampada – Human Lamp; mi piace pure la sedia, mi piacciono il suo sito e la sua massima: “Design is not about “less is more” but about being obvious”.
28.10.2010

Passport. Cloud by Beza Projekt.
100 word. Dopo Lodz il design polacco fa avanguardia. Beza lo faceva (anche) prima.
27.10.2010

Passport. Two Leg Table by Ben Klinger
100 words. Di solito sono 4, talvolta 3, BK ne usa solo due (gambe, naturalmente).
26.10.2010

Passport. Inventario by Beppe Finessi, 26 ottobre ore 18 at Bookstore Skira Triennale Milano.
100 words. Pubblicata da Corraini, sostenuta da Foscarini, Inventario non è un libro ma una rivista (da collezione). Dopo Venezia, ora viene presentata a Milano da Beppe Finessi (che la dirige) e Stefano Salis. La massima: «Tutto è progetto». Letta da pagina uno (copertina-servizio) a pagina 162 (dove fa capolino la Twiggy by Marc Sadler for Foscarini interpreted by Massimo Gardone) anticipiamo – a chi ancora non avvesse sfogliato – Giulio Iachetti con le sue copertine (im)possibili; il viaggio intorno/dentro lo studiolo (catogoria dello) di Manolo de Giorgi e la bella intervista a Kostantin Grcic di Marco Romanelli. Il resto, sorpresa.
25.10.2010

Passport. Sawdust Mountain by Eirik Johnson.
100 words. Nascere a Seattle e partire nella vasto nulla degli iussei alla ricerca di un paesaggio umano che si confonde con foreste a perdere dal futuro incerto. Un progetto documento di grande poesia.
25.10.2010

Passport. Ankara Caffé by Constance Guisset.
100 words. Il progetto per l’Istitito francese ad Ankara risale al 2008 in condivisione con l’architetto Gül Gulven. Completato (e fotografato) è stato inaugurato da poco. CG, splendida voce dalla Francia, ha portato molto da casa non senza disegnare una nuova collezione: Etoile, all’incirca 15 pezzi (barman + frutta di stagione esclusi).
25.10.2010

Passport. Industrious Design – Odoardo Fioravanti, a cura di Ali Filippini, Triennale di Milano, domenica 24 ottobre, ore 18.30.
100 words. Ci scrive Odoardo: «Ciao stasera chiude la mostra alla Triennale e per l’occasione metteremo in mostra una versione “reloaded” con un piccolo cambiamento dell’allestimento e un breve racconto del percorso di questo mese di residenza». Nella mail ci sono anche i numeri della mostra: «1 workshop coi bambini, 2 progetti sviluppati all’interno del CreativeSet, 2 progetti quasi venduti, 2 api trovate morte sui tavoli della mostra, 2 maestri del design internazionale passati, 4 docenti di università di design straniere, 4 visite guidate alla mostra organizzate dalle scuole superiori e università, 10 maestri del design italiano passati, 8 nuove grandi imprese contattate, 20 post sul blog, 25 giorni pieni in Triennale, 31 giornalisti passati in tutto, 35 visite guidate a gruppi formatisi lì per lì, 40 confronti con giovani designer, 90 biglietti da visita distribuiti, 190 cataloghi (venduti, letti, sfogliati e distribuiti), 200 euro spesi per panini al bar Magenta, 979 visitatori (con biglietto da 2 euro per la mostra), 7.410 visitatori (con biglietto da 8 euro museo+mostra)». Più 1 conferenza (quella, aggiungo io che abbiamo moderato per Klat Magazine: sarò di parte, ma è stata fresca, veloce e coingolgente). Risultato: prodecere a un bilancio è un bilancio (da industrious designer). E bravo Odoardo.
24.10.2010